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Ozonoterapia (ossigeno-ozono terapia): cos’è, a cosa serve e cosa dice la scienza

2026-01-20 09:00

C.R.M.

Ozonoterapia, dolore, infiammazione, ossigeno, ozono,

Ozonoterapia (ossigeno-ozono terapia): cos’è, a cosa serve e cosa dice la scienza

Quando si parla di ozonoterapia (più correttamente ossigeno-ozono terapia) è normale avere domande: “Funziona davvero?”, “È sicura?”, “Per quali probl

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Quando si parla di ozonoterapia (più correttamente ossigeno-ozono terapia) è normale avere domande: “Funziona davvero?”, “È sicura?”, “Per quali problemi è indicata?”.

Qui trovi una guida chiara, basata sulle evidenze disponibili, per capire in cosa consiste, quando può essere proposta e quali sono benefici e limiti.

Nota importante: questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione medica.

 

Cos’è l’ossigeno-ozono terapia

È una procedura medica che utilizza una miscela di ossigeno (O₂) e ozono (O₃), prodotta al momento con generatori specifici, e somministrata con diverse modalità (per esempio infiltrazioni locali in ambito muscolo-scheletrico).

L’ozono è un gas reattivo: proprio per questo, in medicina si parla di dosaggi e protocolli precisi.

 

Come “agirebbe” sul dolore e sull’infiammazione

La letteratura descrive diversi meccanismi proposti (non sempre ugualmente dimostrati in clinica), tra cui:

  • modulazione di alcuni processi infiammatori e dello stress ossidativo,
  • effetto analgesico,
  • in alcune procedure su patologie discali, un possibile contributo alla riduzione del volume del materiale discale (in protocolli specifici).

 

In quali casi viene più spesso utilizzata in ambito muscolo-scheletrico

1) Lombalgia e lombosciatalgia (es. ernia del disco)

Per alcune forme di dolore lombare/radicolare legate a ernia discale, diverse revisioni sistematiche e meta-analisi riportano miglioramenti su dolore e funzione, con eterogeneità tra studi e protocolli.

Tradotto: può essere un’opzione integrativa in pazienti selezionati, soprattutto quando l’obiettivo è ridurre dolore e infiammazione per facilitare movimento e riabilitazione.

 

2) Artrosi (es. ginocchio)

Per l’artrosi di ginocchio, sintesi di revisioni di trial randomizzati suggeriscono un possibile beneficio su dolore e funzionalità, spesso nel breve/medio periodo, ma con qualità metodologica variabile tra studi.

 

3) Tendinopatie (se indicate)

Esistono lavori di revisione anche su tendinopatie; la qualità dell’evidenza e i risultati dipendono molto da sede, tecnica e confronto con terapie standard. In pratica clinica va considerata come parte di un percorso, non come “cura unica”.

 

Come si svolge una seduta (in generale)

Il percorso inizia sempre con valutazione medica: diagnosi, indicazione, obiettivi, alternative e consenso informato.

In base al problema, la somministrazione può essere:

  • locale (es. infiltrazioni in sede paravertebrale o intra-articolare, secondo indicazione),
  • inserita in un programma che include fisioterapia, esercizio terapeutico e gestione dei carichi.

Numero di sedute e frequenza variano: la personalizzazione è parte fondamentale.

 

Sicurezza: cosa sapere davvero

1) Non si inala

L’ozono respirato è un irritante delle vie aeree e può danneggiare i polmoni: per questo non va inalato e la procedura deve seguire regole di sicurezza rigorose.

 

2) Effetti collaterali più comuni

Nella pratica clinica, gli eventi più frequenti descritti sono locali (fastidio/dolore nella sede, piccoli ematomi, raramente infezione come per ogni procedura infiltrativa).

 

3) Complicanze rare ma possibili (dipendono anche dalla tecnica)

La letteratura riporta anche eventi severi rari, con un rischio che può variare in base alla via di somministrazione e alla tecnica. Una meta-analisi recente segnala un rischio di eventi avversi severi più alto nelle procedure intradiscali rispetto ad approcci intramuscolari (pur restando eventi poco frequenti).

 

Controindicazioni (e perché è fondamentale la visita)

Tra le controindicazioni/condizioni che richiedono cautela, vengono comunemente riportate:

  • deficit di G6PD (favismo) (controindicazione importante per rischio emolitico),
  • gravidanza (soprattutto primo trimestre: prudenza/valutazione),
  • ipertiroidismo non controllato,
  • gravi disturbi della coagulazione/trombocitopenia (a seconda della tecnica).

 

Ozonoterapia al C.R.M.: il punto chiave

Se viene indicata, l’ossigeno-ozono terapia ha senso quando:

  • c’è una diagnosi chiara e un obiettivo misurabile (dolore, funzione, ritorno all’attività),
  • è inserita in un percorso completo (esercizio, fisioterapia, educazione, prevenzione recidive),
  • viene eseguita con protocolli corretti e in sicurezza.

 

📩 Se vuoi capire se è adatta al tuo caso, contattaci: ti indirizziamo alla valutazione medica e, se indicato, costruiamo il percorso più adatto insieme al team del C.R.M.

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